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Capisci di esser diventato qualcuno quando ti accorgi di non voler esser nessun altro |
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May 24 Sabato pomeriggio...Non si finisce mai di imparare. Ed ogni cosa che impariamo, lungi dall'essere una meta raggiunta, si rivela di volta in volta il punto di partenza per una nuova avventura della conoscenza. Conoscere è come salire una scala che sale, sale e si perde fra le nuvole: ogni gradino che facciamo ci serve per poter fare quello successivo. E quando ci fermiamo a guardare i gradini già fatti, ci troviamo un po' stupiti a contarli ed a pensare "ma li ho fatti davvero tutti io quei numerosissimi gradini?". Li guardiamo e ci accorgiamo che non li ricordiamo tutti. Alcuni sono stati fatti senza fatica, altri sono costati cari, ma alla fine, dall'alto, diventano quasi tutti uguali, anche se noi sappiamo che là in mezzo ci sono lacrime, risate, sudore, amore, sogni... Ma è solo un attimo, un momento di riflessione per fare il punto della situazione. Poi facciamo un profondo respiro ed un grande sorriso e riprendiamo la strada in salita, curiosi di scoprire cosa si cela oltre le nuvole. Ho scritto lettere che non ho mai spedito, ma a cui ho ricevuto risposta. Ho espresso desideri che non ho mai confidato a nessuno e che si sono realizzati. So che la mia vita è permeata di un'energia che posso in parte influenzare:ma nella misura in cui l'assecondo, essa mi appare più lineare e semplice e mi fornisce più informazioni e soddisfazioni. Quando mi sento in armonia con la mia vita, so che sto seguendo il sentiero giusto e quindi mi appare tutto più facile ed anche gli ostacoli mi paiono all'improvviso come sfide entusiasmanti da affrontare per reggiungere la meta che finalmente vedo. Ecco la chiave: vedere la meta. Se siamo motivati, tutto ci sembra più bello da vivere e siamo più felici. May 14 L'inizio...Le cose più importanti sono quelle più difficili da dire.
Sono quelle di cui ci si vergogna perchè le parole le immiseriscono.
Le parole rimpiccioliscono cose che finchè erano nella nostra testa sembravano sconfinate e le riducono a non più che a grandezza normale.
Le cose più importanti giacciono troppo vicine al posto in cui è sepolto il nostro cuore, la nostra anima...
e potremmo far rivelazioni che ci costano caro per poi scoprire che la gente ci guarda strano senza capire affatto ciò che avevamo detto
Senza capire perchè ci sembrava così importante da piangere mentre lo dicevamo. Ma un segreto non può rimanere chiuso dentro per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.
"La buona volonta' nasce dall'interesse, l'interesse nasce da scatenamenti emotivi"
May 09 Da Il piccolo Principe...
In quel momento apparve la volpe. "Buon giorno", disse la volpe. "Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…." "Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…" "Sono la volpe", disse la volpe. " Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Ah! scusa ", fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: " Che cosa vuol dire addomesticare?" " Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?" " Cerco gli uomini", disse il piccolo principe. " Che cosa vuol dire addomesticare?" " Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?" "No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?" " E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…" " Creare dei legami?" " Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo." " Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…" "E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…" "Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe. La volpe sembrò perplessa: " Su un altro pianeta?" " Sì" " Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?" " No" " Questo mi interessa! E delle galline?" " No" " Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea: " La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…" La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: " Per favore …..addomesticami", disse. " Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose". " Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!" " Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe. " Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. " In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…." Il piccolo principe ritornò l'indomani. " Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. " Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti". " Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe. " Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. " E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza". Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, "…Piangerò". " La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…" " E' vero", disse la volpe. " Ma piangerai!" disse il piccolo principe. " E' certo", disse la volpe. " Ma allora che ci guadagni?" " Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano". soggiunse: " Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo". "Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto". Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose. "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse. " Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo". E le rose erano a disagio. " Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe. " Addio", disse. "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". " L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo. " E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante". "E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo. " Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…" " Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo. "<<Ecco il mio segreto. E' molto semplice: February 13 Sete...
Sete di te m'incalza Sete di te m'incalza nelle notti affamate. Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita. Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa. Sete di metallo ardente, sete di radici avide. Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora. Sei piena di tutte le ombre che mi spiano. Mi segui come gli astri seguono la notte. Mia madre mi partorì pieno di domande sottili. Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci. Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo. Solco per il torbido seme del mio nome. Esista una terra mia che non copra la tua orma. Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove. Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla. Come poter non amarti se per questo devo amarti. Se questo è il legame come poterlo tagliare, come. Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa. Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce. Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane. Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi. La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci. L'anima è accesa di queste braccia che ti amano. Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo. Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete. E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco. February 07 Quanto è carina sta storiella...Un giorno la Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un thè da lei.
Dopo il thè la Follia propose:
"Si gioca a nascondino?".
"Nascondino? Che cos'è?" domandò la Curiosità.
"Nascondino è un gioco, io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò
sarà il prossimo a contare".
Accettarono tutti ad eccezione della Paure e della Pigrizia.
"1-2-3..."la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo di alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perchè non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L'Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare, mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era già disperata perchè vedeva che la Follia era già a novantanove.
"CENTO" Gridò la Follia "comincio a cercare".
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poichè non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale parte si sarebbe nascosto meglio.
E così di seguito scoprì: la Gioia, la Tristezza e la Timidezza.
Quando tutti furono riuniti, la Curiosità domandò:"Dov'è l'Amore?".
Nessuno l'aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi e sotto le rocce.
Ma non trovò l'Amore.
Cercando da tutte le parti, la Follia vide un roseto,
prese un pezzo di legno e cominciò a cercare tra i rami, allorchè ad un tratto sentì un grido.
Era l'Amore che gridava perchè una spina gli aveva forato l'occhio.
La Follia non sapendo cosa fare, si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono
e arrivò fino a promettergli che l'avrebbe seguito per sempre.
L'Amore accettò le scuse.
Oggi...L'Amore è cieco e la Follia lo accompagna...
SEMPRE! February 06 Se fossi...
SE FOSSI UN ORARIO DEL GIORNO SAREI: l' alba (orario variabile) SE FOSSI UNA STELLA SAREI: Vega SE FOSSI UNA MACCHINA SAREI: un camper January 27 Pensieri vaganti...La vita... come è imprevedibile!Mentre si è incanalati in un binario puoi sempre uscirne fuori. Emozioni fortissime mettono in gioco tutto ciò che fino ad allora si era ritenuto importante, forte, unico. Accade tutto così di fretta... ti fa sentire vivo, vivo davvero. Un giorno passeggi distratta tra i negozi, le vetrine illuminate ti accompagnano, sei sola con te stessa con i tuoi pensieri e tutto ad un tratto nuove emozioni, nuove sensazioni, nuovi stimoli ti si presentano davanti. Ci si sente rinati, si ha la sensazione di poter afferrare tutto , di poter cogliere di ogni cosa il senso, l' essenza. I giorni non sono tutti uguali, ce ne sono tanti che sembrano somigliarsi l' uno all' altro ma ogni istante è differente, ogni istante è importante. Lasciarsi scivolare tutto da dosso? Che spreco, che grande spreco. Che senso di onnipotenza invece alberga in me(perdonate il delirio puro...:-)))). Tutto è meraviglioso, sto vedendo tutto di splendidi colori pastello. Tutto si è tinto di colori caldi, teneri, forti, belli, appassionanti. Tutto diventa tangibile. Mai mai fermarsi, ma solo e sempre seguire i prorpi istinti, le proprie emozioni ... solo e sempre pensare a ciò che ti fa star bene davvero. Oggi è una giornata un pò grigia, le nuvole coprono il sole... ma c'è, c' è sempre, è lì che ci scalda, ci illumina e che scandisce il nostro tempo, ed è il NOSTRO di tempo. Il nostro tempo unico, irripetibile, è il NOSTROOOOOOOOOOOO ... December 23 Lettera di una 18enne...4 anni fà ormai...18 anni compiuti… 18 anni che iniziano prepotentemente a farsi sentire sulla pelle… Mi avvolge un profumo particolare… Hai presente quando arriva Natale e nell’ aria avverti quella sensazione, quasi elettrica, che ti fa guardare il cielo…vedi quelle nuvole tinte di un rosa leggero che sembrano cariche e pesanti…e senti aria di neve…e proprio nell’ istante in cui tu pensi ciò ti senti la punta del naso colpita da una minuscola stella di neve…apri gli occhi e vedi che tutto attorno a te si sta tingendo di un colore bianco intenso…e riesci persino a sentire il silenzio…bè la stessa sensazione avvolge il mio corpo, ma forse più le mie membra… Solo che non riesco a vedere le nuvole…eh già perché è tutto frutto del mio mondo interiore che mi porta a immaginare e a sognare… Involontariamente mi sento più adulta, più matura… Ed è una sensazione bellissima… È come se ora riuscissi ad assaporare tutto ciò che mi accade in maniera consapevole… Mi ricordo quando da bambina aspettavo tanto con ansia il traguardo della maturità…cavolo mi sembra ieri! È come se quei 5 o 6 anni siano volati… Eppure ne sono successe di cose nella mia vita…ma se guardo ora indietro mi rendo conto che forse ho fatto scivolare troppe cose tra le mie mani senza afferrarne realmente qualcuna… È come se il mio passato fosse un puntino...denso però… Spero tanto che il mio futuro sia non diverso dal mio passato ma spero che sia più MIO, più goduto, più presente… Guarderò avanti sempre con ottimismo, anzi no, sempre con grande curiosità… Non mi voglio FERMARE MAI Più! December 19 Guerriero delle Luce"Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento. Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato. Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo. Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza. Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere un guerriero della luce. Ogni guerriero della luce ha mancato a i suoi doveri spirituali. Ogni guerriero della luce ha detto "si" quando avrebbe voluto dire "no". Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava. Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore".
Poesia...o lezione di vita?Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. |
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